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SUMMARY:Presentazione del libro  "Posso chiudere gli occhi"   di Nancy Citro
DESCRIPTION:Sabato 12 marzo (ore 19.30)\, a Torino\,  presso il Cafè Des Arts in via Principe Amedeo 33\, Nancy Citro presenta “Posso chiudere gli occhi”\, Augh Edizioni. Interviene la blogger Jane Pancrazia Cole.\n \nClara\, Paco\, Manuela: da quando le loro tre storie si incontrano\, forse per caso\, niente è più come prima. Uniti da un legame più forte della stessa amicizia\, si trovano di fronte fantasmi di un passato doloroso e apparentemente impossibile da superare. Dall’altra parte la famiglia\, affetti che hanno fatto del non detto un alibi tanto inconsistente quanto radicato. Poi una profezia: le parole di uno sconosciuto\, uno di quelli con cui non si dovrebbe nemmeno parlare\, si imprimono nelle memorie dei tre ragazzi e lì rimangono anche quando\, dopo anni di lontananza\, riescono a incontrarsi di nuovo. Ancora una volta insieme\, il vero viaggio li aspetta. E\, con esso\, lo svelamento di una realtà così evidente da non sembrare nemmeno possibile.\nPerché è vero: basta chiudere gli occhi per vedere\, finalmente\, la verità. \nhttp://www.aughedizioni.it/frecce/posso-chiudere-gli-occhi/
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SUMMARY:presentazione del libro  "Arthur e il segreto dell'ampolla"   di Francesco Mocini
DESCRIPTION:Sabato 12 marzo (ore 18)\, a Roma\, presso il BaràBook in via dei Piceni 23\, Francesco Mocini presenta “Arthur e il segreto dell’ampolla”\, Augh Edizioni. \nPerso nella livida Inghilterra vittoriana\, il giovane Arthur è un ragazzo fragile e sensibile. Anni prima\, sua madre Rose è come scomparsa nel nulla e i nonni\, duri ed egoisti\, ora lo costringono a lavorare in miniera. La vita di questo adolescente è già segnata da abbandono\, solitudine e insicurezza: la sua è una realtà arida e frustrante. O almeno lo è fino al giorno in cui scopre nella miniera una strana ampolla dotata di speciali proprietà\, nonché l’accesso a un fantastico mondo parallelo: Grinland. Insieme al suo primo e unico amico\, Fabianzap\, Arthur comincerà a penetrare in questo straordinario universo e a conoscerne i singolari abitanti. Ma presto scoprirà anche la spaventosa minaccia rappresentata dalla malvagia strega Darkice\, che intende rubare i desideri degli uomini così da ridurli a semplici automi alla mercé del suo potere. Cosa lega Arthur a Grinland? Forse la misteriosa scomparsa della madre ha a che fare con questo posto? Come potrà un adolescente timido e insicuro come lui opporsi alla potente Darkice e salvare i sogni dell’umanità intera? Arthur e il segreto dell’ampolla è il racconto di un percorso di crescita: l’entusiasmante avventura che porta ognuno di noi alla piena consapevolezza delle proprie infinite risorse. \nhttp://www.aughedizioni.it/frecce/arthur-e-il-segreto-dellampolla/
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SUMMARY:presentazione del libro  "L'ultima danza"   di Emiliano Gambelli
DESCRIPTION:Venerdì 11 marzo (ore 19)\,  a Roma\, presso il locale “Andirivieni Bistrot” in via della Meloria 80\, Emiliano Gambelli presenta “L’ultima danza”\,  Augh Edizioni.\nInterviene alla presentazione anche Marcello Rodi\, scrittore e autore della prefazione. \nCarmelo e Livio sono cresciuti insieme e insieme si trovano a vivere una vita che non li soddisfa\, circondati da una società bigotta e sputasentenze. Due maschere indossate per gioco danno ad entrambi la possibilità di riscattarsi\, di mostrare a se stessi il proprio valore e la propria onnipotenza. Inizia così un gioco perverso\, fatto di terrore e redenzione\, che sconvolgerà in modi diversi l’esistenza di chi si troverà sulla loro strada.\nEmiliano Gambelli si cimenta in un thriller dai risvolti inaspettati che\, anche grazie ad un costante – e sapiente – cambio del punto di vista\, spiazza il lettore e lo trascina in una spirale di emozioni ed eventi di cui l’epilogo finale rappresenta solo una delle tappe. Alla seconda prova letteraria\, con L’ultima danza il giovane autore pare così raggiungere la sua maturità letteraria\, come sottolinea anche Marcello Rodi\, scrittore e autore della prefazione: “[…] Emiliano riesce a fare quel salto di qualità dalla sua prima opera che non riesce sempre a tutti\, architettando una trama ricca di colpi di scena e di sorprese che rende il racconto godibile al lettore […]”. \nhttp://www.aughedizioni.it/frecce/lultima-danza/
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SUMMARY:Presentazione del libro"E se esistessi solo in sere d’estate?"  di Danilo Gatto
DESCRIPTION:Domenica 21 febbraio (ore 19\,30)\, a Roma\, presso Vegusta in via delle Palme 31 (zona Centocelle)\, Danilo Gatto presenta “E se esistessi solo in sere d’estate?”\, edito da Augh! Edizioni. \nE se esistessi solo in sere d’estate? è una raccolta poetica scevra di lirismi\, in cui l’autore\, Danilo Gatto\, affida al verso libero le sue amare e critiche riflessioni sulla contemporaneità\, in cui esprime forte la sua denuncia sociale\, prediligendo componimenti lunghi dove la parola si fa discorsiva\, tende a volte a narrare\, come se fermare in poche righe un fotogramma di realtà non bastasse a rendere una complessità che sembra sfuggire di mano all’uomo del ventunesimo secolo. \nGià in apertura\, nella poesia Alba nel metrò\, si fa strada un senso di afflizione che pervade l’intera silloge\, in cui l’immagine di uno zingaro ubriaco\, steso sui sedili della metro\, ci pone subito di fronte al senso di precarietà della vita\, alla povertà che ogni giorno incontriamo\, risucchiati dalla ormai consueta routine. “È l’alba inesorabile / non un’improvvisa santità. / Quest’oggi l’ubriacone / si desterà un po’ meno solo. / Il Sole è ancora sorto”: il sorgere del Sole\, simbolo di calore e di vitalità\, diviene qui una condanna implacabile a un’esistenza misera e sempre uguale a se stessa\, priva di riscatto e di orizzonti di speranza. \nÈ attenta alle piccole cose\, questa raccolta di Danilo Gatto; le poesie si insinuano nelle crepe del quotidiano e vanno a indagare le situazioni ordinarie\, i gesti comuni\, non urlati e mai banali. \n“La meraviglia di un gesto usuale\, / la sua forma coerente\, / il tempo dedicatogli / con gioia noncurante” (La meraviglia di un gesto usuale): in questi quattro versi è racchiusa la sintesi e la bellezza di un gesto che proprio perché ovvio\, se ne è offuscata la memoria. Non siamo più capaci di prestare attenzione\, sembra ci voglia suggerire l’autore\, abbiamo perso la nostra capacità di ascolto e di comprensione e quel che dovrebbe essere naturalmente splendido\, si perde negli abissi della superficialità.\nDanilo Gatto sottolinea ancora l’importanza del fare\, del plasmare. Emblema ne sono le mani “Le mani pregne di volontà\, / nobili utensili naturali\, / plasmatrici di materia\, / materia prima esse stesse” (Le mani). Sono “mani eterne / che sorreggono i tempi”\, perché è la creatività il motore che rende diverso ogni giorno dall’altro\, che ci rende liberi e padroni della nostra vita e ci permette di esprimere la nostra più profonda essenza. Sono mani sacre\, come quelle del falegname (Alla falegnameria): \nL’odore acre della fatica\, \ndel sudore\, \ndel legno appena tagliato\, \ndella vernice\,  \ndelle risate leggere. \nL’aria densa di polvere e schegge\, \nil pavimento lercio e scivoloso\, \ntavole e pannelli buttati\, disordinati\, \nin ogni angolo e non solo. \nDi nuovo\, il piacere intenso delle piccole ma grandi cose\, la dignità del lavoro\, la manualità come espressione della propria autenticità. \nEd il ronzio perenne degli attrezzi  \nè quasi opera lirica \nin cui distinguo\, oramai\, tenori\, soprani \ned un’orchestra formidabile. \nConserverò in eterno \nl’incanto che mi ha colto. \nIl ritorno alla semplicità\, alla compostezza\, alla spontaneità\, in sintesi alla verità\, si delinea come l’unica soluzione per non annegare nel mare dell’omologazione\, della falsità\, della banalizzazione di questa epoca allucinata intrisa di dolore\, sofferenze\, guerra e sopraffazione.\nDove l’incoerenza e la violenza si manifestano ovunque\, anche nell’edilizia che danneggia il verde\, “Porzioni naturali / imbavagliate dalla forma\, / imprigionate da misure\, / numericamente calcolate / da ideatori d’inesistenze” (Il geometra): c’è un “tanfo insopportabile / di sottomissione matematica” scrive l’autore\, le case spigolose irrompono disarmoniche nell’armonia della natura\, a ferire un equilibrio secolare che ci siamo arrogati il diritto di assassinare.\nSenza renderci conto che quel che chiamiamo progresso\, è in realtà schiavitù (Modernità): \nHa un fascino celato \nl’odierna schiavitù\, \nl’essere legati da catene \ndai colori gentilissimi \nil cui inizio si confonde \ncon la linea d’orizzonte\, \nla prospettiva di marcire \ntra muri di scaffali  \nstracolmi di robaccia insanguinata \ne puzzolente come merda\, \nstrozzati da alimenti \nvelenosi e in sovrappiù \nSiamo schiavi delle vetrine luminose\, dei supermercati strabordanti di prodotti alimentari dalla dubbia provenienza\, della reificazione: “Cose / su cose / in cose / con cose / tra le mani / sulle spalle / sulle gambe / sopra i letti / di persone / tra persone / in palazzi / tra palazzi” (Importanza capitale).\nLa moderna società rende gli uomini oggetti illudendoli di essere soggetti liberi\, li priva dell’autonomia\, ne manipola le esigenze vincolandole al proprio potere: \nSopravvivrai\, umano\, \na quest’ondata di materia\, \nalla galera senza sbarre \nche vuoi chiamare Società? \nCon quali occhi osserverai \ni tuoi cari sgretolarsi \nsotto i colpi persistenti \ndi bisogni indotti? \n[…] \nVorrai ancora respirare? \nCon quest’ultima domanda\, che è anche il titolo del componimento\, l’autore chiede al lettore\, ma anche a se stesso\, se vorrà ancora respirare\, se vorrà tornare a sentir pulsare la vita dentro di sé\, affrancandosi da un potere subdolo\, come subdoli sono coloro che per scelta rimangono inerti\, annoiati\, aggressivi: “Di voi odio / la rabbia indiscriminata\, / lo sfogo male indirizzato\, / il lamentarvi inutilmente\, / l’annoiarvi per vostre scelte.” (Di voi…). \nAmara è la vita e il suo sapore\, amaro l’inganno di libertà\, dolorose le tragedie\, le morti incomprensibili\, le vittime sul lavoro\, come le trecento del crollo della miniera di Samo: \nTrecento anime erano uomini  \nche senz’aria han respirato  \ne che senz’aria sono morti\, \nche ci han lasciato da invisibili \nlì dove i sensi giungono a fatica. \nTrecento anime erano schiavi \nperché mai voce c’è giunta \ndi una strage di padroni; \npadroni impassibili\, quasi allegri\, \ndi fronte ad un destino ineluttabile. \nIn Trecento anime\, gli operai sono morti invisibili. Una società non è sana se non si fonda sul rispetto dell’essere umano\, sulla genuinità della comunicazione\, sulla umiltà nel lavoro. \nNon è sana se assetata di potere\, sanguinaria e prevaricatrice\, se uccide\, “Si dice che a Parigi / \nqualcuno abbia sparato / e lacrime e terrore / inondino le strade” (Sparare)\, se manda i soldati in guerra mascherando un atto come pacifista pur di accaparrarsi l’oro nero. \nAl sangue delle stragi l’autore allora contrappone un altro sangue\, quello di Poetare: “È sanguinare immagini dagli occhi / il mio poetare\, / dilaniare la coscienza / e tramutarla in lettere”\, un rapporto estremamente fisico quello con la scrittura\, che strazia le carni\, crocifigge lo spirito\, lacera i tessuti\, vive di iperboli e di ossimori\, “È dissanguarsi / il mio poetare”.\nLa scrittura come possibilità di trasfigurazione\, necessità di mettere ordine nel caos\, di assaporare il gusto della normalità\, risvegliandosi al mattino con la propria amata\, leggendo un libro immerso nel respiro della natura\, ritrovando lo straordinario nell’ordinario (La porta del Mondo): \nIl commesso pakistano sorride gentilmente \ne lancia un cenno al lato opposto\, \nalla folla in fermento delle spezie e degli odori: \nsento la caoticità delle strade indiane\, dei mercati tipici\, \nla decadenza delle baracche ancora in piedi per miracolo\, \nla spiritualità senza tempo degli anziani sui loro bastoni\, \nla loro pelle unica e le rughe millenarie. \n[…] \nIl commesso pakistano mi saluta cordialmente \ncome d’abitudine con i clienti. \nNon è un commerciante qualunque \nma un guardiano del Mondo. \n 
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SUMMARY:presentazione del libro “Oltre un battito di ciglia”  di Maria Antonietta Ellebori
DESCRIPTION:Sabato 20 febbraio (ore 16)\, a Viterbo\, presso il MAT in via del Ganfione 16/18\, Maria Antonietta Ellebori presenta “Oltre un battito di ciglia”\, edito da Augh! Edizioni. \nRimasta orfana di entrambi i genitori\, e morta la nonna che l’ha cresciuta\, Marta attraversa un periodo decisamente difficile: la consapevolezza di non avere più la possibilità economica per proseguire gli studi e diventare una speleologa\, come aveva sempre desiderato\, l’ha gettata in un preoccupante stato di apatia. È solo con l’arrivo di Pauline\, l’eccentrica e sensibile amica di una vita\, che la ragazza riesce a riprendere in mano le redini della propria vita e a sorridere di nuovo al proprio futuro: insieme si iscrivono all’università e insieme conoscono Rocco e Michel\, due ricercatori affascinanti e misteriosi\, che le coinvolgono nei loro progetti\, l’uno indirizzato a fondare una scuola basata su un utopico metodo pedagogico e l’altro volto ad analizzare i rapporti tra gli esseri umani e le api\, fondamentali per assicurare il rispetto della biodiversità. L’intreccio dei loro rapporti e gli sviluppi di essi sono alla base del complesso percorso di vita che l’autrice vuol narrare in questo suo nuovo romanzo; un’opera corale nella quale ad emergere è\, soprattutto\, il valore della diversità intesa in tutte le sue sfumature\, che riveste il ruolo di indiscussa protagonista. \nhttp://www.aughedizioni.it/frecce/oltre-un-battito-di-ciglia/ \n\n 
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