Le mani in tasca

Le mani in tasca

Oriana, fin da bambina, matura la consapevolezza di non poter sopportare alcuna ingiustizia. Per sfuggire all’oppressione della gabbia provinciale, una volta cresciuta decide di frequentare l’Università di Bologna: è il periodo delle occupazioni studentesche, dei sogni e delle utopie di una generazione che negli anni Settanta fa sentire
con prepotenza la propria voce. Una voce che si dirama in più direzioni, assumendo toni anche estremi e drammatici. Dario è un giovane timido, perduto in un mondo tutto suo. La sua vita universitaria è ben diversa, distante dall’epicentro del caos, incanalata verso la passione per il teatro. È proprio sulle tavole del palcoscenico di un teatro che Oriana e Dario incrociano i rispettivi destini; lei vive la recitazione come un’azione politica, un’esperienza che presto finisce per andarle stretta, poiché gli ideali la portano lontano dalle ambizioni personali; per il ragazzo, invece, il palcoscenico diventa l’unico punto di connessione con la giovane attrice, per la quale prova un sentimento sempre più divorante. I loro ricordi costruiscono un reticolo di bivi, di scelte e di fatalità che finiscono per delineare due esistenze intense, indissolubilmente legate a una delle stragi più controverse della recente storia del nostro Paese.

L’autrice:

Daniela Grandinetti è nata a Lamezia Terme (CZ) e ha studiato a Firenze, dove si è laureata in Lettere. Ha vissuto per lungo tempo in Toscana e da qualche anno è tornata a vivere in Calabria. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2010, Il mistero della casa del vento, per LAB, G. Perrone. Vincitrice di numerosi premi letterari, tra i quali “Racconti nella rete”, nell’ambito del Festival LuccAutori, e “Caffè Moak, Città di Modica”. Ha scritto per anni su “Youbookers” curando interviste ad autori (Un libro in 3D, Tre domande all’autore) e attualmente ha ripreso la rubrica collaborando con “Pangea. news”. Nel 2018 ha pubblicato il suo secondo romanzo, La malasorte (L’Erudita).